NO AL RIPRISTINO DEI VITALIZI PER GLI EX PARLAMENTARI
L’edizione web di mercoledì nove luglio del Corriere della Sera contiene un’intervista che l’ex parlamentare forzitaliota Paolo Guzzanti ha concesso a tale Giuseppe Alberto Falci: al centro della chiacchierata si trova la questione del vitalizio: l’ex servo sciocco del fu Delinquente di Arcore continua la sua crociata per il ripristino dell’indegno assegno di mantenimento a vita, di chi ha scaldato i banchi delle Aule istituzionali, sforbiciato da uno dei pochissimi provvedimenti azzeccati voluti dai grillini.
L’ex presidente della commissione Mitrokhin – quella porcheria voluta dal criminale Lombardo e dai suoi zerbini volta a dimostrare, una volta per tutte, presunte “attività illegali” dei servizi segreti sovietici in Italia – è tra gli oltre mille ex “rappresentanti del popolo” che pretendono di essere mantenuti vita natural durante dagli italiani per essersi seduti, e spesso anche vergognosamente addormentati, sui cadreghini presenti a Palazzo Monte Citorio e a Palazzo Madama.
Ecco come il politicante – che si autoproclama persino giornalista, come se possedere la tessera dell’Ordine in tasca gli desse automaticamente tale qualifica, escludendo del tutto un giudizio critico delle modalità con cui svolgerebbe quello che pretende essere il proprio mestiere – giustifica la sua, ma non solo da lui sostenuta, insensata posizione.
«Il principio del vitalizio come è stato concepito dai padri fondatori era sacrosanto: se sei un cittadino che svolge un lavoro – che sia l’avvocato, il medico, il giornalista – e a un certo punto si sacrifica e va in Parlamento e non fa il suo mestiere per un periodo deve essergli riconosciuto un vitalizio. Così quando i 5 Stelle approvarono la sforbiciata mi incazzai per la violenza messa in atto nei confronti del Parlamento e per il discredito gettato nei confronti di deputati e senatori. Io sono nato nella democrazia e per me il Parlamento è sacro».
Eh no, caro assai poco “signor” Guzzanti: anche sorvolando sul presunto “sacrificio” operato dal personaggio da te citato, il fatto di aver bivaccato in Parlamento per una legislatura dovrebbe dare allo stesso il diritto alla semplice apposizione dei contributi figurativi riguardanti la propria professione: tutto questo, naturalmente, senza pretendere di essere mantenuti dalla collettività che spesso è stata danneggiata dai comportamenti dei componenti delle Camere, fin troppo preoccupati di dare seguito ai voleri dei padroni e dei potenti in generale.
Bosio (Al), 18 luglio 2025
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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